Padri affidatari maltrattati: un altro “caso”!
Dopo un anno di separazione durante il quale mio figlio è stato affidato alla madre, per suo volere (molto determinato) a 13 anni è venuto a stare con me. In pratica è successo che quando lui ha espresso questo desiderio alla madre lei gli ha messo (fisicamente) in mano le valige e, senza preavviso, me lo sono ritrovato in casa. In quel periodo lei era “disoccupata” e conviveva con altro uomo nella NOSTRA abitazione (proprietà al 50%).
È inutile aggiungere che non ho mai ricevuto un centesimo per mio figlio e questo per tutti i restanti 5 anni e mezzo che è durata la separazione fino al divorzio, avvenuto quando mio figlio aveva 18 anni e mezzo. Naturalmente, anche dopo il divorzio, lei non versa niente per il figlio. Anzi, durante la separazione le erano stati riconosciuti alimenti per Fr. 1’000.- al mese, per un periodo di 2 anni.
Da notare che in quegli anni lei aveva già un figlio dal suo compagno e conviveva con lui nella NOSTRA abitazione senza versare neppure un quattrino per l’affitto. La parità fra padre e madre si dice, ma non si fa!
Alla fine dei 6 anni e mezzo di separazione super-litigiosi, conclusi con “ divorzio consensuale” (una presa per i fondelli praticamente), la mia cassa pensione ha versato alla signora (casalinga in panciolle, nella mia casa, felicemente convivente con il padre di suo figlio) la metà del capitale, ovvero Fr. 122’000.-, accumulato durante il matrimonio (totale 21 anni di cui quasi 7 da separati!).
Inutile dire che non vi è stata mai possibilità di divorziare prima e che la mia ex ha fatto di tutto per allungare i tempi. Per divorziare dopo 6 anni e mezzo ho dovuto lasciare a lei la nostra casa e nel computo della separazione dei beni ho “rinunciato” (forzatamente altrimenti quando divorziavo? Tra 20 anni? E la mia cassa pensione?) a circa ulteriori Fr 50’000.- !!
È una vera fregatura! Non vi è alcuna parità di trattamento, nel senso che il problema è radicato nella testa di chi prende le decisioni; è un fatto anche culturale. Nel mio caso specifico, a sessi invertiti, il Giudice dopo una settimana che il figlio stava con la madre avrebbe detto al padre “vai a lavorare subito altrimenti ti diamo una pedata nel cu... e magari anche peggio”.
Il fatto è che se la madre tiene il figlio il pretore di solito fa questo discorso: “lei padre deve pagare perché la madre poverina si occupa di vostro figlio e non ha neppure un po’ di tempo libero per lei…e poi i figli oggi costano, perciò PAGA!”. Se invece è il padre ad avere in affido il figlio il discorso che ti fanno (mi hanno fatto) è molto diverso: “vede signore, lei è molto fortunato perché ha suo figlio con lei, la madre invece poverina soffre per questo fatto e per lei la situazione è difficile perché il figlio preferisce stare con il padre, per cui anche se lei non riceve nulla dalla madre per il figlio non è la cosa più importante, anzi se lei passasse qualche soldo alla madre, magari soffre di meno, cosa ne pensa?”
“Uomo avvisato…”. Chi ha orecchie per intendere, intenda!
MOVIMENTO PAPAGENO
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