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Padri affidatari maltrattati: un altro “caso”!

16/11/2011 (All day)
Due pesi, due misure: i figli affidati ai padri hanno meno diritti di quelli affidati alle madri. Il destino riservato dai Giudici ticinesi alla gran parte dei padri affidatari: testimonianza di un papà.

Dopo un anno di separazione du­rante il quale mio figlio è stato af­fidato alla madre, per suo volere (molto determinato) a 13 anni è venuto a stare con me. In pratica è successo che quando lui ha espresso questo desiderio alla madre lei gli ha messo (fisica­mente) in mano le valige e, senza preavviso, me lo sono ritrovato in casa. In quel periodo lei era “di­soccupata” e conviveva con altro uomo nella NOSTRA abitazione (proprietà al 50%).

È inutile ag­giungere che non ho mai ricevuto un centesimo per mio figlio e questo per tutti i restanti 5 anni e mezzo che è durata la separa­zione fino al divorzio, avvenuto quando mio figlio aveva 18 anni e mezzo. Naturalmente, anche dopo il divorzio, lei non versa niente per il figlio. Anzi, durante la separazione le erano stati rico­nosciuti alimenti per Fr. 1’000.- al mese, per un periodo di 2 anni.

Da notare che in quegli anni lei aveva già un figlio dal suo compa­gno e conviveva con lui nella NO­STRA abitazione senza versare neppure un quattrino per l’affitto. La parità fra padre e madre si dice, ma non si fa!

Alla fine dei 6 anni e mezzo di se­parazione super-litigiosi, conclusi con “ divorzio consensuale” (una presa per i fondelli praticamente), la mia cassa pensione ha versato alla signora (casalinga in pan­ciolle, nella mia casa, felicemente convivente con il padre di suo fi­glio) la metà del capitale, ovvero Fr. 122’000.-, accumulato durante il matrimonio (totale 21 anni di cui quasi 7 da separati!).

Inutile dire che non vi è stata mai possi­bilità di divorziare prima e che la mia ex ha fatto di tutto per allun­gare i tempi. Per divorziare dopo 6 anni e mezzo ho dovuto la­sciare a lei la nostra casa e nel computo della separazione dei beni ho “rinunciato” (forzata­mente altrimenti quando divor­ziavo? Tra 20 anni? E la mia cassa pensione?) a circa ulteriori Fr 50’000.- !!

 È una vera fregatura! Non vi è al­cuna parità di trattamento, nel senso che il problema è radicato nella testa di chi prende le deci­sioni; è un fatto anche culturale. Nel mio caso specifico, a sessi in­vertiti, il Giudice dopo una setti­mana che il figlio stava con la madre avrebbe detto al padre “vai a lavorare subito altrimenti ti diamo una pedata nel cu... e ma­gari anche peggio”.

Il fatto è che se la madre tiene il figlio il pretore di solito fa questo discorso: “lei padre deve pagare perché la madre poverina si occupa di vo­stro figlio e non ha neppure un po’ di tempo libero per lei…e poi i figli oggi costano, perciò PAGA!”. Se invece è il padre ad avere in af­fido il figlio il discorso che ti fanno (mi hanno fatto) è molto diverso: “vede signore, lei è molto fortu­nato perché ha suo figlio con lei, la madre invece poverina soffre per questo fatto e per lei la situa­zione è difficile perché il figlio preferisce stare con il padre, per cui anche se lei non riceve nulla dalla madre per il figlio non è la cosa più importante, anzi se lei passasse qualche soldo alla madre, magari soffre di meno, cosa ne pensa?”

“Uomo avvisato…”. Chi ha orec­chie per intendere, intenda!

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