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Toro Seduto: l’uomo che non si piegò ai soprusi

15/12/2011 (All day)
Il capo dei Sioux Hunkpapa che guidò il suo popolo contro lo strapotere statunitense

Toro Seduto è un personag­gio complesso e affasci­nante, una figura di rife­rimento per tutti coloro che sono pronti a battersi per i loro diritti e la loro libertà. Il suo vero nome era Tatanka Yotanka, che significa bisonte seduto. Largamente ri­spettato per il suo coraggio, di­venne capo della nazione Lakota verso il 1868.

Lo scontro tra il suo popolo e l’esercito statunitense divenne inevitabile nel 1874, quando una spedizione guidata dal colon­nello George Armstrong Custer confermò la presenza di oro nelle Black Hills. I filoni auriferi si tro­vavano in un’area che i nativi consideravano sacra e che, per­ciò, era stata preclusa ai coloni dal Trattato di Fort Laramie del 1868.

Incuranti di ciò, i cercatori d’oro invasero la regione, susci­tando lo sdegno dei Lakota. Quando il governo degli Stati Uniti si offrí di acquistare le Black Hills, i nativi rifiutarono la propo­sta. Allora le autorità statunitensi denunciarono il Trattato di Fort Laramie e decretarono che tutti i Lakota trovati fuori delle riserve dopo il 31 gennaio 1876 sareb­bero stati considerati ostili.

Toro Seduto rifiutò di sottomet­tersi. In marzo riuní Lakota, Che­yenne e Arapaho a Rosebud Creek e li preparò alla resistenza. In giugno Cavallo Pazzo, capo degli Oglala Lakota, guidò 500 guerrieri contro l’esercito invasore e lo sconfisse nella battaglia di Rose­bud. In seguito circa 3500 nativi si accamparono presso il fiume Lit­tle Bighorn. Attac­cati dal Settimo Cavalleggeri del colonnello Custer, il 25 giugno 1876 ottennero una vit­toria schiacciante, annientando le truppe avversarie.

 La disfatta di Little Bighorn indusse il governo statuni­tense a rafforzare la propria pre­senza militare nel­l’area. I nativi, scacciati dalle loro terre, fu­rono costretti ad entrare nelle ri­serve. Toro Seduto, però, rifiutò di arrendersi e nel 1877 si tra­sferí con la sua tribú nello Saskatchewan, in Ca­nada, dove rimase fino al 19 luglio 1881, quando fu costretto a conse­gnare il suo fucile al comandante di Fort Buford in Montana.

Fu la fine di un’e­poca: anche l’in­domito guerriero veniva costretto a patire l’umiliazio­ne della riserva. In seguito Toro Se­duto accettò di partecipare al Wild West Show di Buffalo Bill, ma dopo soli quattro mesi, disgu­stato, fece ritorno fra la sua gente.

Nel frattempo tra i Sioux era nato un movimento che prometteva la sconfitta dei bianchi. Temendo una sommossa, il 15 dicembre 1890 la polizia della riserva arre­stò Toro Seduto. Nei tafferugli che seguirono, gli agenti gli spa­rarono e lo uccisero. Nel 1953 le sue spoglie furono trasferite a Mo­bridge, Sud Dakota, dove ripo­sano sotto un cippo di granito.

DM


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