Canone: la rapina continua
A vuoto l’iniziativa dei giovani e dell’UDC. Lo hanno deciso gli Stati. Non sono bastate quindi le 140’000 firme raccolte in poco tempo. Il balzello più esoso del vecchio continente rimane lì dov’è: e finanzia, almeno per quel che riguarda noi svizzero-italiani, la televisione più sanguisuga che c’è.
Qui di seguito la lista delle puerili giustificazioni addotte dai senatori. Alle quali non possiamo fare a meno di rispondere.
1) Non sarebbe più possibile garantire la diversità e la qualità dei programmi: vero. Il cane Peo è un po’ che reclama un cambio di pullover. L’arancione spara. E questo influisce sulla qualità della trasmissione. Meglio un grigio. Fa più chic.
2) Mette in pericolo la coesione nazionale: vero. Come potremmo sopravvivere senza Miss e Mister Svizzera, lo spettacolo del primo d’Agosto e la Messa di Natale in diretta dal paesino speduto del Canton Glarona? Impossibile.
3) Il canone costa così tanto per colpa del plurilinguismo: vero. Quando sentiamo certe pubblicità televisive ce ne rendiamo conto. Vi ricordate: “ L’Anitra WC prende il calcio via e si sente ancora bono”. Oppure: “ Da Lippo per poki solti tofi tanti mobbili”. Eh sì…
4) Non sarebbe utile per le TV private e straniere. Vero anche questo: non vediamo l’ora di essere invasi da letterine, veline, letterone, letteronze, Papi, Belen e bellezze varie. Per ora abbiamo già i frontalieri della R$I. Ci bastano e avanzano.
5) Rifiutato il ritorno ai contribuenti dei 10 milioni della Billag: giusto! Così il ticinese s’incazza ancora di più. Ed è pronto ad attaccare la sede friburghese per via aerea. Aeroplanini di carta contro un’agenzia di riscossione fantasma. Una bella lotta!
Ebbene sì, rassegniamoci. Paghiamo e tacciamo. Così da poter mantenere una TV che da ora fino all’Epifania ci proporrà repliche di “Via Col Vento” e del “Festival Internazionale del Circo” come se piovesse. Speriamo che almeno ci risparmino “Mary Poppins” …
10 Minuti 23.12.2011
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