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La battaglia che umiliò la superbia milanese

02/01/2012 (All day)
La terribile batosta dei Sassi Grossi del 28 dicembre 1478.

Il 28 dicembre 1478, nei pressi di Giornico, alcune centinaia di Confederati e di Leventinesi misero in fuga il potente esercito milanese. Il conflitto fu innescato dal rifiuto di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, di concedere il possesso della Leventina agli Urani, secondo quanto concordato nel 1466.

La violazione del trattato di amicizia del 1467 e l’alleanza stipulata dai Milanesi con Carlo il Temerario, avversario dei Confederati nelle guerre di Borgogna, spinsero gli Urani a valicare il Gottardo nel novembre del 1478. Accolti come liberatori, occuparono la Leventina e il 30 novembre si accamparono davanti alle mura di Bellinzona.

Il 2 dicembre vi aprirono una breccia e dilagarono sul Piano di Magadino. Le forze in campo Il duca di Milano inviò allora un esercito di 10'000 uomini, ma quando arrivò a Bellinzona i Confederati si erano già ritirati oltre Gottardo. In Leventina rimaneva un piccolo presidio composto di 175 Confederati, in massima parte Urani, coadiuvati da circa 400 Leventinesi.

I comandanti milanesi, acquartierati a Bellinzona, consigliarono al duca di attendere la primavera, ma il Consiglio segreto ordinò di proseguire l’avanzata. L'esercito milanese si mosse allora verso la Riviera e, suddiviso in due colonne, avanzò fino all'imbocco della Leventina.

Dopo Bodio la conformazione del suolo costrinse le truppe lombarde ad ammassarsi in un'unica colonna. I Confederati le attendevano, schierati su entrambe le sponde del Ticino; i Leventinesi, invece, si erano appostati in alto sul fianco sinistro della valle. Quando la colonna milanese apparve alla vista, i Confederati sferrarono l’attacco.

Dai monti sovrastanti fecero precipitare una valanga di sassi e tronchi che travolse le schiere nemiche. Poi condussero un attacco frontale che seminò il panico nei Milanesi superstiti. Le truppe ducali tentarono di sottrarsi all’accerchiamento guadando il fiume, ma questa manovra non coordinata fu loro fatale. La disfatta fu completa e i Milanesi dovettero darsi alla fuga.

Il 14 gennaio 1479 l’esito della battaglia di Giornico fu riferito alla Dieta di Lucerna con queste parole: «Nel giorno degli Innocenti anno ut supra i nostri soldati dei quattro Cantoni di Zurigo, Lucerna, Uri e Svitto si trovavano di guarnigione in Leventina, nel numero di circa 600, furono assaliti dai lombardi da Milano che erano circa dodicimila. Coll'aiuto di Dio, i nostri suddivisero il loro ordinamento in tre parti, gettandosi virilmente sul nemico e lo batterono, uccidendone circa 1500 e cacciandone il resto da Giornico sin oltre il fiume di Biasca».

Con la Pace di Lucerna del 1480 il ducato di Milano poté conservare Bellinzona, ma dovette rinunciare definitivamente alla Leventina, che passò sotto il governo urano.

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