Le notifiche di "artigiani UE" crescono a dismisura! Tuteliamo l'economia locale!
In merito alle conseguenze subite dal Canton Ticino e dai lavoratori ticinesi perennemente in cerca di una collocazione, dalla libera circolazione delle persone, dai trattati bilaterali e dal frontalierato dilagante sono ormai stati scritti fiumi di inchiostro. La realtà purtroppo, dati aggiornati alla mano, non incute di certo un grande ottimismo…
Secondo le ultime statistiche i lavoratori frontalieri che giornalmente varcano il confine sono saliti a 51'400 unità. Pari ad una “crescita annuale” del 7.8%. Inoltre va sottolineato il fatto, non del tutto trascurabile, che dal 2007 è stata tolta la “fascia di frontiera”.
Conseguentemente, ad oggi, ricevono il permesso di frontaliere persone che risiedono a Roma, Palermo,Liguria, Veneto e chi più ne ha più ne metta… (L’unica condizione posta a queste persone riguarda l’obbligo di rientro nella vicina Penisola almeno una volta alla settimana…).
Nella maggior parte dei casi il 20% dei nuovi permessi da frontaliere che vengono rilasciati riguardano appunto persone al di fuori della fascia di confine. Persone che teoricamente dovrebbero possedere “qualifiche” non reperibili appunto nella fascia di confine… e sinceramente qualche legittimo dubbio mi sorge, sulla legittimità di tale affermazione…
Il fatto è che questi lavoratori percepirebbero una mediana salariale di circa 4'225 franchi lordi rispetto ai 3'710 franchi destinati a tutti gli altri frontalieri. Insomma oltre 500 franchi in più al mese. Per un lavoratore di oltre confine non sono proprio noccioline… Se in seguito le ditte ove queste persone lavorano alzano l’asticella del cambio EUR/CHF dall’attuale 1.25 ad una media di 1.40 è ancora tutto un altro discorso, da verificare in tutte le sue sfumature!
Il nocciolo dell’interrogazione in oggetto è comunque lo sproporzionato ed inaccettabile aumento delle “notifiche”. In altre parole lavoratori che si sono notificati per venire a lavorare in Ticino per un massimo di 90 giorni nell’arco dell’anno. Nel 2011, in nove mesi si sono notificate 15'208 persone (2'500 in più rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente!).
Chi è ancora in grado di affermare che un simile sproporzionato aumento sia giustificabile? In un deprimente contesto del genere tutelare con forza e decisione, ma soprattutto con misure immediate e mirate, l’economia locale ed i posti di lavoro destinati prioritariamente ai ticinesi è il minimo che si possa pretendere dal Consiglio di Stato!
In merito a quanto esposto, chiedo al Lodevole Consiglio di Stato:
1) A quante giornate lavorative corrispondono le citate 15'200 notifiche registrate in nove mesi?
2) A quanto ammonta il valore stimato delle 15'200 notifiche? In altre parole, sarebbe indispensabile capire e quantificare l’ammontare della cifra d’affari persa dall’economia locale a vantaggio di quella d’oltreconfine.. Colgo l’occasione per salutare cordialmente.
Per il Gruppo Parlamentare della Lega dei Ticinesi
Stefano Fraschina
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