Che storia la bandiera ticinese!
Di che colore è la bandiera del Cantone Ticino? A prima vista potrebbe sembrare una domanda oziosa, ma non lo è affatto. Furono necessari quasi due secoli, segnati anche da accesi dibattiti, per riuscire a definire con precisione i colori cantonali. Ma procediamo con ordine.
Sull’origine della bandiera del Cantone Ticino i documenti ufficiali purtroppo tacciono. Ipotesi e congetture, invece, si sprecano. La piú verosimile afferma che i colori cantonali, identici a quelli dello stemma di Parigi, sarebbero stati scelti in segno di gratitudine verso Napoleone Bonaparte per il ruolo da lui svolto nell’Atto di Mediazione che diede l’indipendenza al Ticino.
La «Legge sui colori e sigillo del Cantone» fu una delle prime promulgate dalla neonata Repubblica. Il 25 maggio 1803, solo cinque giorni dopo la prima seduta del Gran Consiglio, essa stabilí che i colori cantonali sarebbero stati il rosso e l’azzurro. Questa decisione divenne l’articolo 3 della Costituzione cantonale.
E qui cominciarono i guai, dovuti in parte alla varietà d’interpretazioni che quei generici rosso e azzurro suscitarono (basti pensare alle decine di sfumature di entrambe i colori). Vediamo qualche esempio: nel 1804 il Governo commissionò la stoffa per la bandiera cantonale ai fratelli Bonvicini di Lugano, i quali presentarono al Piccolo Consiglio una fattura di Lire 68.50 così ripartite:
Braccia 3 di panno scarlatto a L. 14.- L. 42.- / Braccia 1½ detto color d’aria a L. 15.- L. 22.10 / Braccia 42 di seta da cucire L. 4.40
Nel 1804, pertanto, il rosso aveva la tonalità scarlatta delle fiamme, mentre l’azzurro ricordava il colore dell’aria. Per inciso va detto che il 12 novembre di quello stesso anno la Cancelleria di Stato inviò un messaggio al Commissario di Lugano con queste istruzioni: «Qui unito vi trasmettiamo un conto dei fratelli Bonvicini di Lugano per panno e seta serviti per la bandiera del Governo. Siccome lo troviamo alterato, tanto più lo scarlatto, dacché non è un panno, ma casimiro (ndr, cachemire) incarichiamo voi di farvi tutto il ribasso possibile».
La vexata quaestio dei colori continuò ad animare il dibattito anche negli anni seguenti. Per esempio, nel luglio del 1909 un articolo del Bollettino storico giudicò antiaraldico lo stemma ticinese, poiché infrangeva la regola secondo la quale il rosso e l’azzurro non devono mai essere posti a contatto diretto.
Il 20 settembre 1922 il Gran Consiglio approvò un nuovo decreto sui colori dello stemma cantonale. Ma ancora una volta ciò non pose fine alle discussioni. Pertanto, il 6 ottobre 1930 fu emanata una nuova risoluzione del Consiglio di Stato che stabiliva che «gli smalti sono quelli araldici: il rosso è rosso tegola; l’azzurro è azzurro pallido».
In seguito il decreto esecutivo del 18 aprile 1996 decise a quale grado della scala Pantone dovevano corrispondere il rosso tegola e l’azzurro pallido. Stabilì che il primo era il Rosso Pantone Warm Red, mentre il secondo equivaleva al Blu Pantone 285.
Ma la faccenda era tutt’altro che risolta. Il 13 ottobre 1997, infatti, Silvano Bergonzoli presentò una mozione chiedendo che la questione fosse approfondita anche perché – come si legge nel rapporto di minoranza sul messaggio - «se andate nei nostri villaggi e chiedete ad ogni ticinese autentico quali siano i colori della bandiera cantonale, vi risponderà ul ross e ul bleu» e non il tegola e l’azzurro chiaro.
Due anni dopo la mozione fu accolta dal Gran Consiglio. In seguito il Governo propose la modifica dell’articolo 1 della «Legge sui colori e sigillo del Cantone» del 25 maggio 1803 con l’inserimento di un capoverso che definisse i colori della bandiera secondo la scala Pantone.
Oggi quell’articolo recita: «I colori del Cantone Ticino sono il rosso e azzurro. Il colore rosso corrisponde alla cromia n° 032, il colore azzurro alla cromia n° 293 della scala Pantone. Nella bandiera militare e nello stendardo (bandiera oblunga) i colori sono disposti orizzontalmente (senso della fascia), e il rosso è in alto: nello scudo e nello stendardo i colori sono disposti verticalmente e il rosso è alla sinistra di chi guarda (destra araldica)».
Ci sono voluti quasi duecento anni, ma ora (forse) sappiamo quali sono i colori della bandiera ticinese.
DM
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