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Che storia la bandiera ticinese!

22/01/2012 (All day)
Due secoli di discussioni, mozioni e anche l'intervento di Napoleone... quanta storia ticinese dietro una semplice bandiera

Di che colore è la bandiera del Cantone Ticino? A prima vista potrebbe sembrare una domanda oziosa, ma non lo è affatto. Furono necessari quasi due secoli, segnati anche da accesi dibattiti, per riuscire a definire con precisione i co­lori cantonali. Ma procediamo con ordine.

Sull’origine della bandiera del Can­tone Ticino i documenti ufficiali pur­troppo tacciono. Ipotesi e congetture, invece, si sprecano. La piú verosimile afferma che i colori cantonali, iden­tici a quelli dello stemma di Parigi, sarebbero stati scelti in segno di gra­titudine verso Napoleone Bonaparte per il ruolo da lui svolto nell’Atto di Mediazione che diede l’indipendenza al Ticino.

La «Legge sui colori e sigillo del Cantone» fu una delle prime promul­gate dalla neonata Repubblica. Il 25 maggio 1803, solo cinque giorni dopo la prima seduta del Gran Consi­glio, essa stabilí che i colori cantonali sarebbero stati il rosso e l’azzurro. Questa decisione divenne l’articolo 3 della Costituzione cantonale.

E qui cominciarono i guai, dovuti in parte alla varietà d’interpretazioni che quei generici rosso e azzurro suscita­rono (basti pensare alle decine di sfu­mature di entrambe i colori). Vediamo qualche esempio: nel 1804 il Governo commissionò la stoffa per la bandiera cantonale ai fratelli Bonvicini di Lugano, i quali presentarono al Piccolo Consiglio una fattura di Lire 68.50 così ripartite:

Braccia 3 di panno scarlatto a L. 14.- L. 42.- / Braccia 1½ detto color d’aria a L. 15.- L. 22.10 / Braccia 42 di seta da cucire L.   4.40

Nel 1804, pertanto, il rosso aveva la tonalità scarlatta delle fiamme, mentre l’azzurro ricordava il co­lore dell’aria. Per inciso va detto che il 12 no­vembre di quello stesso anno la Cancelleria di Stato inviò un messaggio al Com­missario di Lugano con queste istru­zioni: «Qui unito vi trasmettiamo un conto dei fratelli Bonvicini di Lugano per panno e seta serviti per la ban­diera del Governo. Siccome lo tro­viamo alterato, tanto più lo scarlatto, dacché non è un panno, ma casimiro (ndr, cachemire) incarichiamo voi di farvi tutto il ribasso possibile».

La vexata quaestio dei colori conti­nuò ad animare il dibattito anche negli anni seguenti. Per esempio, nel luglio del 1909 un articolo del Bollet­tino storico giudicò antiaraldico lo stemma ticinese, poiché infrangeva la regola secondo la quale il rosso e l’azzurro non devono mai essere posti a contatto diretto.

Il 20 settembre 1922 il Gran Consi­glio approvò un nuovo decreto sui colori dello stemma cantonale. Ma ancora una volta ciò non pose fine alle discussioni. Per­tanto, il 6 ottobre 1930 fu emanata una nuova risoluzione del Consiglio di Stato che stabiliva che «gli smalti sono quelli araldici: il rosso è rosso tegola; l’azzurro è azzurro pallido».

In seguito il decreto esecutivo del 18 aprile 1996 decise a quale grado della scala Pantone dovevano corrispon­dere il rosso tegola e l’azzurro pal­lido. Stabilì che il primo era il Rosso Pantone Warm Red, mentre il se­condo equivaleva al Blu Pantone 285.

Ma la faccenda era tutt’altro che ri­solta. Il 13 ottobre 1997, infatti, Sil­vano Bergonzoli presentò una mozione chiedendo che la questione fosse approfondita anche perché – come si legge nel rapporto di mino­ranza sul messaggio - «se andate nei nostri villaggi e chiedete ad ogni tici­nese autentico quali siano i colori della bandiera cantonale, vi rispon­derà ul ross e ul bleu» e non il tegola e l’azzurro chiaro.

Due anni dopo la mozione fu accolta dal Gran Consiglio. In seguito il Go­verno propose la modifica dell’arti­colo 1 della «Legge sui colori e sigillo del Cantone» del 25 maggio 1803 con l’inserimento di un capo­verso che definisse i colori della ban­diera secondo la scala Pantone.

Oggi quell’articolo recita: «I colori del Cantone Ticino sono il rosso e az­zurro. Il colore rosso corrisponde alla cromia n° 032, il colore azzurro alla cromia n° 293 della scala Pantone. Nella bandiera militare e nello sten­dardo (bandiera oblunga) i colori sono disposti orizzontalmente (senso della fascia), e il rosso è in alto: nello scudo e nello stendardo i colori sono disposti verticalmente e il rosso è alla sinistra di chi guarda (destra aral­dica)».

Ci sono voluti quasi duecento anni, ma ora (forse) sappiamo quali sono i colori della bandiera ticinese.

DM


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