Fermati due "spacciatori di salumi" italiani
I collaboratori della Sezione antifrode della Direzione delle dogane di Lugano, sospettando un caso di contrabbando organizzato, sono intervenuti il 19.01.2012 a Stabio Confine per verificare il caso di due persone che avevano varcato la frontiera senza dichiarare 430 kg di generi alimentari (prosciutto, insaccati, formaggi nonché vino) da loro trasportati.
Senza controllo doganale la merce, respinta poi in Italia, avrebbe potuto essere spacciata in Svizzera, eludendo il pagamento di elevati tributi doganali e precludendo, al contempo, all’autorità doganale, la possibilità di verifica della qualità delle derrate alimentari. L’inchiesta non ha portato all’accertamento di precedenti importazioni illecite effettuate dai due venditori ambulanti, sui quali potrebbero gravare sanzioni doganali sino a 5 volte l’importo del dazio sottratto.
Prima di rientrare in Italia, i due hanno dovuto depositare una cauzione per la penalità prevista. Durante gli interrogatori e la verifica della documentazione sul posto, gli inquirenti hanno potuto accertare che le due persone si occupano di commercio di prodotti alimentari toscani tipici, su aeree pubbliche in Italia.
Nel presente caso, una volta terminata la vendita presso un mercato della Lombardia, gli autori sarebbero a loro dire entrati per curiosità in Svizzera per bere un caffè, ignorando l’obbligo di fermarsi in dogana e di dichiarare la merce.
Sezione antifrode doganale
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