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In principio era il Verbo. Alla fine solo chiacchiere

26/01/2012 (All day)
Fine del mondo nel 2012: il pensiero messianico occidentale ha travisato la visione del cosmo dei Maya

Alcuni credono che il nostro mondo sia agli sgoccioli: basandosi su un’interpreta­zione a dir poco audace di reperti archeologici maya, indicano ad­dirittura il giorno esatto della fine: il 21 dicembre 2012. I profeti di sventura non si lasciano scorag­giare né dai sorrisini degli scettici né dalla lunga lista di previsioni fallite del passato. Questa volta, dicono, è quella buona.

E, dati alla mano, cercano di dimostrare la validità della loro teoria. Sono due le prove che citano, en­trambi risalenti a 1300 anni fa: una ta­voletta di pietra tro­vata sul Monumento 6 del sito archeolo­gico di Tortuguero, nello Stato messicano di Tabasco, ed un’iscrizione incisa su un mattone presso le rovine di Comal­calco. La tavoletta di pietra contiene un’iscri­zione in lingua ma­ya.

Dato che pochi profeti di sventura hanno dimestichezza con questo idioma, per capirla devono affidarsi alle traduzioni fatte da specialisti. La piú nota è quella di Stephen Houston della Brown University e di David Stuart dell’Università del Texas. Secondo la loro interpretazione iniziale, l’iscrizione avrebbe detto che alla fine del 13° Bak’tun un dio (Bolon Yokte, divinità asso­ciata alla guerra e alla creazione) sarebbe sceso sulla Terra. Quello che sarebbe successo dopo non era chiaro, ma gli studiosi sugge­rivano che poteva trattarsi di una sorta di profezia.

Nella mente dei pro­feti di sventura quella vaga ipotesi si tra­sformò subito nella prova che i Maya ave­vano previsto la fine del mondo. Di recente però Houston e Stuart hanno riesaminato i glifi e il 4 ottobre 2011, in un post sul suo blog, Stuart ha negato ogni fondamento scien­tifico all’interpretazio­ne apocalittica del Monumento 6 di Tortu­guero. Ma ciò non è servito a scoraggiare i catastro­fisti, i quali hanno riaffermato la loro piena fe­de nell’immi­nenza della fine.

Ecco che co­sa dicono: i Maya divide­vano il tempo in periodi di circa 400 an­ni, chiamati Bak’tun. La ta­voletta di Tortuguero dice che alla fine del 13° periodo, un dio sa­rebbe sceso sulla terra. Il 13° Bak’tun finisce il 21 dicembre 2012, ergo, quel giorno verrà la fine del mondo. Provate a dire loro che i traduttori della tavoletta dissentono da questa conclu­sione. Non vi crederanno. Dite loro che nessuno sa di preciso che cosa dica l’iscrizione, dato che l’erosione ed una crepa ren­dono quasi illeggibile la fine del testo. Non li smuoverete dalla loro convinzione.

E questo perché si affidano alla seconda prova: il mattone di Co­malcalco. Che, però, il solito Stuart smonta con questa sem­plice osservazione: «Il terzo glifo sul mattone sembra riportare il verbo huli, cioè “lui/lei/esso arriva”. Il verbo non è al futuro e perciò a mio av­viso indica più una data storica che profetica». Come se ciò non ba­stasse, anche l’Istituto Nazionale di Antropolo­gia e Storia del Messico (INAH) nega che gli an­tichi Maya abbiano mai predetto l’apocalisse nel 2012 e afferma che que­sta profezia è solo un’in­terpretazione occidenta­le non corretta dei calen­dari maya.

DM


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