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I bahá'í in Ticino: un esempio d'integrazione riuscita

02/02/2012 (All day)
Perseguitati in Iran e in altri Paesi islamici alcuni bahá'í hanno trovato rifugio in Ticino.

 

Tra i circa 87mila stranieri che vivono in Ticino ve ne sono alcuni che provengono da una delle aree piú tormentate del mondo: l'Iran. Tra di loro vi sono i bahá'í, seguaci di una fede religiosa nata in Persia nel 1844.

Sin dal suo primo apparire questo credo fu aspramente combattuto dalle autorità musulmane. Il fondatore, Bahá'u'lláh, fu imprigionato ed esiliato, mentre migliaia di fedeli subirono il martirio. Molti bahá'í furono costretti a lasciare la Persia per trovare una nuova patria che concedesse loro libertà di pensiero e di religione. Un primo gruppo arrivò in Ticino nel 1953 e si insediò a Minusio.

Oggi i seguaci di questa confessione religiosa risiedono in 20 Comuni del Cantone e costituiscono una comunità produttiva e ben integrata. Nel 1989 hanno aperto a Locarno un centro culturale (vicolo alla Torre 5), nel quale organizzano - ogni martedì sera - le serate di Invito al Dialogo. Aperte al pubblico, esse vertono su temi che riguardano ogni campo dello scibile, dalla musica all'economia, dalla scienza alla ricerca filosofica e sono condotte da un esperto del settore. Etica ed economia e Riflessioni sul rapporto tra scienza e religione sono due fra i temi in programma nelle prossime settimane.

I bahá'í danno molta importanza all'istruzione; perciò non stupisce il fatto che uno dei primi convertiti svizzeri sia stato Auguste Forel, psichiatra celebre per i suoi studi sulla struttura del cervello. Il suo volto è piuttosto noto, anche perché fino al 2000 era raffigurato sulle banconote svizzere da 1000 franchi.

In contrasto con l'assolutismo dogmatico di altre fedi religiose, i bahá'í credono nella libera ricerca della verità e promuovono la parità di diritti fra uomo e donna. Inoltre auspicano l'istruzione obbligatoria universale e l'istituzione di un tribunale mondiale.

Con queste premesse non stupisce che i bahá'í siano oggetto di furibonde persecuzioni nel mondo musulmano. In Iran, dal trionfo della rivoluzione islamica ad oggi, centinaia di loro sono stati giustiziati e decine di migliaia sono stati privati dei diritti civili. Inoltre tutti i loro luoghi sacri, cimiteri inclusi, sono stati confiscati o distrutti.

In Ticino i bahá'í iraniani hanno trovato una seconda patria che concede loro libertà di culto e di pensiero. Dicono: «La Svizzera, profondamente radicata sul federalismo e quindi sulla diversità, ha dimostrato col proprio sviluppo che l'unità nella diversità è possibile e che vari gruppi culturali e linguistici ... aventi uguali diritti, possono convivere».

DM

 


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