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Nati per credere

08/02/2012 (All day)
Riflessioni semiserie sulla dabbenaggine umana

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana. Ma per l’universo ho ancora dei dubbi.
Albert Einstein

Le profezie dei Maya e quelle di Nostradamus, gli oscuri presagi di Celestino e di Malachia, le settanta settimane del profeta Daniele e mille altri codici esoterici. Nonostante tutte le prove contrarie vi è an­cora chi presta fede a queste pre­sunte rivelazioni. Perché? Un semplice esempio potrà chia­rirlo.

Immaginiamo che un giorno la terra sia sconvolta da un terribile terremoto. Qualcuno nota che il sisma è avvenuto quando un certo corpo celeste si trovava al­lineato alla Terra e al Sole e si domanda se i due fatti siano in qualche modo correlati. E qui arriva il momento cruciale.

Chi è conscio di sapere poco d’astronomia, fi­sica, geologia e statistica probabilmente si rivol­gerà ad un esperto per sapere se l’allineamento può essere stato la causa del terremoto. Chi, in­vece, è incline al pen­siero magico può essere tentato di trovare la risposta da solo e concludere che l’allineamento era senza dubbio la vera causa del sisma. In seguito viene a sapere che non è l’unico ad essere arrivato a questa conclusione e ciò raf­forza il suo convincimento. Ap­profondendo il tema, scopre che in passato vi erano stati altri sismi durante allineamenti simili. A questo punto la sua convin­zione diventa certezza.

Eufo­rico, ne parla con gli amici, ma non gli basta. Pertanto, comincia a diffondere le sue idee sul web, inondando forum, facebook e youtube. A poco a poco si accorge che la sua idea, cosí semplice e alla portata di chiunque non abbia dimestichezza con astronomia, fisica, geologia e statistica, riscuote un cre­scente successo.Ora ne parlano in molti. Il fatto che siano in massima parte persone con poca co­gnizione di causa non è importante. La cosa essenziale è che l’idea si diffonde. E piú lo fa, piú diventa credibile.

A questo pun­to il suo pensiero si fa dogmatico. A chi gli oppone argo­menti scientifici, ri­sponde che la scienza non sa tutto. Nei casi piú controversi riesuma addirittura la teoria del complotto, se­condo la quale lo Stato, la NASA e persino Cap­puccetto Rosso sanno tutto, ma tacciono perché per qualche ra­gione oscura non vogliono che la gente sia informata.

Forte di tutto questo, il nostro amico ora az­zarda una previsione. «Al prossimo allinea­mento – dice - ci sarà un terremoto devastante». Il giorno fatidico arriva ma, come avevano previsto gli scettici, non succede assolutamente nulla. A questo punto deve prendere una decisione: ammettere l’errore e in­goiare il rospo oppure portare avanti una difesa ad oltranza delle previ­sioni erronee? Quasi sempre prevale la se­conda possibilità. L’ap­prendista profeta si giustifica cosí: «Lo pen­savamo in tanti, pote­vamo avere tutti torto? Siamo forse tutti stupidi? Probabilmente non ab­biamo considerato qual­che dettaglio. La fine è vicina, abbiamo solo sbagliato la data». Questa storia va avanti da millenni e forse non finirà mai.

DM


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