AddToAny

Share this
Versione stampabile

Grecia: ultimo atto

09/02/2012 (All day)
Per salvare l'€uro fallito Bruxelles impone il taglio del 20% del salario minimo

BRUXELLES - Le rivoluzioni d'un tempo hanno sempre avuto inizio per il pane. La mancanza dell'elemento base per l'alimentazione ha portato per secoli la gente in piazza, armata degli strumenti agricoli da lavoro, per chiedere che il tiranno locale la finisse di rubare dai loro granai per finanziare la propria smania di potere. Oggi il signorotto è Bruxelles e la rivoluzione sta per cominciare proprio dalla Grecia fallita.

Gli €uro-Commissari affamano i lavoratori

Un taglio netto, orizzontale, pari al 20% sia dei già bassi salari minimi che delle pensioni sociali, nuove "liberalizzazioni" (ossia assalto alla Grecia da parte degli speculatori), 15 mila licenziamenti nella Pubblica amministrazione e tagli salariali per il settore privato. Queste le disposizioni date dai Commissari €uropei per conto del Fondo Monetario Internazionale al Premier "tecnico" Lucas Papademos al termine d'una riunione fiume all'€uroparlamento e che il Governo greco e i partiti della sua maggioranza Destra-$inistra sarebbero già pronti ad accettare. Unico punto in bianco quello delle pensioni: Papademos ha ripreso a trattare oggi per contenere il taglio. Lo scopo di tutto ciò? Togliere il pane di bocca ai figli di Grecia per darlo ai banchieri responsabili della crisi per tenere in vita il cadavere putrefatto e marcescente dell'€uro!

La Merkel: "Su, non perdiamo tempo: bisogna concludere!"

Il comandante in capo del nuovo Reich "millenario" €uropeo, Frau Merkel, quella che di recente s'è recata in Cina col cappello in mano per chiedere soldi a Pechino per non far morire la Moneta unica, tornata con un "2 di picche" nel suo "Nido dell'aquila", ha dato le coordinate per aprire il fuoco contro la Grecia che resiste ai diktat dei suo gerarchi di Bruxelles. "Per la Grecia ormai è tempo di concludere" ha dichiarato la Cancelliera germanica, che non vuole sentire ragioni. Il ricatto continuo di Berlino ad Atene è questo: o dissanguate la vostra gente, o la U€ non apre i cordoni della borsa per pagare il Debito pubblico ellenico!

Le banche fremono: vogliono i soldi!

Coi 130 miliardi di "aiuti" del Fondo comunitario, secondo i cervelloni di Bruxelles si eviterebbe la bancarotta ormai imminente di Atene. Il 20 marzo scadono 14,5 miliardi di Titoli di Stato greci, che oggi Atene non è in grado di rimborsare agli investitori e il 15 febbraio sarebbe l'ultimo termine "tecnico-giuridico" per ingrassare le banche e "scongiurare" il default. Ma non è forse meglio costringere le banche a vendere i propri beni, comprese le mutande se necessario, per pagare il debito pubblico? No?

La rivoluzione è servita

Senza pane, senza lavoro, senza speranza, senza prospettive, il Popolo di Grecia attende il ritorno in Patria di Papademos e dei tre leader dei maggiori partiti nazionali George Papandreou (Psok, $ocialista), George Karatzaferis (Laos, Destra sociale) e Antonis Samaras (Nea Demokrazia, Centrodestra). Pensano forse di riuscire a far trangugiare una simile "pastiglia di cianuro" a tutta la Gente o qualcuno di loro avrà le palle per licenziare Bruxelles e riprendersi in mano il proprio futuro? Ad Atene si respira aria di rivoluzione popolare: i Greci non staranno a guardare.

GP


concorso bandiera

concorso nyx club

-

Frontalieri in Ticino

targa frontalieri

Accesso utente



Sondaggi del Mattino

Aperture domenicali dei negozi la domenica...

Il Consiglio di Stato sta valutando di sbloccare i ristorni...

Videogallery

Guerra, bugie e Tv da "La storia siamo noi"
youtube facebook twitter rss app ipad iphone


ecopop