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Atene in fiamme: la rivoluzione è nelle strade

14/02/2012 (All day)
In nome della Moneta unica la U€ vuole il sangue dei figli di Grecia

ATENE - Il Popolo di Grecia non s'arrende ai diktat di Bruxelles. Non vuole pagare la crisi causata dalle banche mondialiste per speculare sui risparmi dei lavoratori. Quindi scende in piazza per riprendersi il potere sovrano.

E' guerra civile

Non s'è trattato di semplici proteste attorno al Parlamento di Atene che stava varando a larga maggioranza ($inistra-Destra) il pacchetto di misure d'austerità, con taglio orizzontale del 20% di stipendi e pensioni: s'è trattato di azioni di guerra civile. La capitale ellenica è stata data alle fiamme e più di 100 mila persone sono scese in strada per dar man forte a chi ha attaccato i palazzi del potere disintegrandoli.

Altre migliaia di greci in piazza

Ad Atene si contano centinaia di feriti fra i quali decine di agenti di Polizia che hanno circondato l'edificio del Parlamento, vero obiettivo dell'assalto popolare. Nonostante le Forze dell'ordine abbiano già effettuato decine di arresti, la furia del Popolo è incontenibile. Ad ogni angolo di strada di sono gruppi di armati con molotov, bastoni, spranghe e catene pronti a lanciare attacchi mirati contro i militari e i centri di potere. Le principali arterie del centro città Stadiu e Aeolu sono state completamente devastate. La biblioteca universitaria, due cinema, le filiali di due banche e due "Starbucks" caffè son ridotti a un cumulo di macerie. Decine di migliaia di persone stanno confluendo da ogni parte della Grecia per dar man forte alla rivoluzione. A Salonicco 20 mila persone presidiano il centro cittadino mentre il numero dei rivoltosi cresce di ora in ora.

Politica criminale

Le misure approvate dai parlamentari prevedono ulteriori tagli ad un'economia simile a quella del primo dopoguerra. In Grecia si sopravvive fra stenti e sofferenza. Il piano da 3,3 miliardi di €uro imposto dal Quarto Reich di Germania, attraverso i Commissari Neuropei, sarebbe funzionale ad ottenere da BC€, U€ ed FMI un pacchetto di 130 miliardi per scongiurare il fallimento del Paese già in atto e ormai irreversibile. Il Ministro "tecnico" delle Finanze, Evangelos Venizelos, ha dichiarato che il Parlamento "ha dovuto scegliere il male per evitare il peggio".

L'uscita dall'€uro è inevitabile

Mentre nelle piazze del Paese infuria la battaglia, che potrebbe portare seriamente ad un colpo di stato popolare, il convincimento che anche questo "sacrificio" non servirà a nulla se non a peggiorare la situazione sta prendendo piede fra la gente. Da un lato la gente ha capito che questo €uro è figlio di scelte sbagliate, imposte dalla Germania a tutta la €urozona vista come una sorta di Regno vassallo di Berlino e nulla più. Dall'altro sanno che restare sull'€uroTitanic li porterà comunque a fondo. Ecco perché l'uscita di Atene dalla Moneta unita è irreversibile. Così come è irreversibile la fine dell'€uro, una valuta nata nei club massonici del Bilderberg e della Commissione Trilaterale, senz'anima, senza identità, senza tradizione, senza alcun legame con l'economia reale dei Paesi nei quali è stata imposta con la violenza delle Direttive $ovietiche di Bruxelles. E' solo questione di mesi, o forse di settimane.

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