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Il burqa contro i "pruriti" degli uomini?

16/02/2012 (All day)
I musulmani dicono che il velo è indossato per libera scelta e per proteggersi dalla libidine maschile. È vero?

Partiamo da una semplice domanda:

Tutte le musulmane vogliono portare il velo? 
No. Già nel 1923 Hōdā Shaʿrāwī figlia di Muhammad Sultan, presi­dente della Camera dei Deputati in Egitto, ripudiò il velo e capeggiò un movimento di oppositori all’in­terpretazione radicale dei relativi passi coranici. Piú recentemente in Francia al­cune musulmane hanno pubbli­cato un manifesto per esprimere la loro opposizione al velo isla­mico. Vi si legge: «In vari Paesi abbiamo visto le violenze, che vanno fino alla morte, subite da amiche e co­noscenti perché rifiutavano di por­tare il velo» (il testo completo clicca qui).

Oggi in alcuni Paesi musulmani il velo muliebre è una scelta, forte­mente raccomandata, ma libera. In altri, come l’Arabia Saudita, il suo uso è invece obbligatorio. 

Il velo come protezione. A sostegno di questa tesi alcuni musulmani presentano l’immagine di due cara­melle. La prima, avvolta nella car­ta, non attrae gli insetti. La secon­da, esposta all’a­ria, è infestata da mosconi. La dida­scalia recita «Perché una donna si copre secondo l’Islam? A voi la risposta». Sembra ovvio: la donna deve velarsi se vuole proteggersi dai mosconi. 

La yemenita Elham Manea, ricercatrice alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Zurigo, ha qualcosa da dire: «Questa giustificazione pre­suppone che l’uomo sia un animale libidi­noso che non riesce a dominare i propri istinti… la donna deve quindi coprire le parti del suo corpo che possono sedurlo per pro­teggerlo dal diavolo che ha dentro di sé».

La somala Ayaan Hirsi, autrice del libro Non sottomessa, illustra il punto con un racconto (p. 25): sua nonna aveva un caprone. La sera, quando le capre del vicino passavano sul sentiero, il caprone le assaliva e montava la prima che gli capitava a tiro. «La colpa è dei vicini» diceva la nonna. «Se non vogliono che le capre siano assalite, prendano un’al­tra strada». Per Ayaan questo è il nocciolo del problema. «Per quanto concerne il sesso – scrive – nella cultura islamica gli uomini sono considerati degli animali spa­ventosi e irresponsabili che alla vista di una donna perdono ogni capacità di autocontrollo».

Alla luce di questi fatti sorgono al­cune domande. Invece di consi­gliare alle donne d’indossare il velo per proteggersi, non sarebbe piú opportuno educare gli uomini al controllo delle loro pulsioni? Inoltre, perché solo i maschi de­vono essere protetti dalla vista dell’altro sesso e non viceversa? Le donne sono forse immuni dalle tentazioni e dal fascino maschile? Oppure si attribuisce loro una forza morale che gli uomini non hanno?

MOL


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