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Libera circolazione: insoddisfazione in tutta la Svizzera

20/02/2012 (All day)
Un rilevamento su scala nazionale conferma: i cittadini svizzeri vogliono una rinegoziazione dei famigerati bilaterali

Ma guarda un po’! Una maggioranza di Svizzeri è tutt’altro che soddi­sfatta della libera circolazione delle persone. Nei giorni scorsi la società Vimentis, che si occupa di indagini politiche, ha presentato a Berna i ri­sultati del suo ultimo sondaggio. Dal quale emerge che gli Svizzeri boc­ciano alla grande la libera circola­zione delle persone. Il 43% degli Svizzeri vorrebbe rinegoziare l’ac­cordo, il 36% mantenerlo, il 16% di­sdirlo, mentre il 5% non esprime un’opinione.

Ovviamente, nelle regioni di confine il tasso di insoddisfazione aumenta, ma questo non è una sorpresa. Signi­ficativo del sondaggio Vimentis è che si tratta di un rilevamento su scala nazionale. Quindi la libera cir­colazione non piace a livello Sviz­zero. A lamentarsi non sono dunque le solite regioni di confine, ed in par­ticolare il Ticino in cui si è venuta a creare una situazione a dir poco de­vastante.

Lo dimostra l’ultimo importante dato reso noto dall’Ufficio del la­voro del DFE, quello relativo alle giornate lavorative svolte dagli arti­giani italiani su suolo ticinese, i quali, grazie ai Bilaterali, possono lavorare in Svizzera per un massimo di 90 giorni senza bisogno di alcun permesso, ma semplicemente notifi­candosi. Bene, nel 2011 le notifiche sono state 15’300, che equivalgono a 628mila giornate lavorative. Que­sto vuol dire – se si immagina che durante una giornata si svolgano la­vori per un valore medio di 800 Fr – che all’economia ticinese è andato perso mezzo miliardo di cifra d’af­fari, con naturalmente i connessi oneri sociali e fiscali: e scusate se sono pochi.

Il dato significativo dell’inchiesta Vimentis, come detto, è che l’insod­disfazione nei confronti della libera circolazione delle persone è su scala nazionale. In Ticino la situazione è dunque molto più grave che altrove, ma non siamo la solita eccezione. Dimostra­zione inoltre che, ancora una volta, la Lega e il Mattino, da sempre con­trari alla libera circolazione delle persone, avevano ragione. Ed è quindi inutile che adesso le forze po­litiche che hanno sempre sostenuto ad oltranza Bilaterali e libera circo­lazione delle persone, tentino di sal­tare sul carro.

Come valutano il risultato dell’in­chiesta Vimentis gli ambienti econo­mici? « In realtà non sono sorpreso – dichiara Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio, dell’in­dustria, dell’artigianato e dei servizi ticinese (CCIA-Ti) -. L’insoddisfa­zione nei confronti della libera circo­lazione delle persone ha raggiunto la Svizzera tedesca, ed in particolare Zurigo, e questi sono i primi riscon­tri. Sulla carta i Bilaterali sono utili, nella pratica ci sono, evidentemente, dei problemi di applicazione. Pro­blemi causati anche da noi stessi. Ad esempio, trovo insensato continuare a mantenere, in Svizzera, il numero chiuso dei medici per poi andare ad importarli dall’Ue. L’insoddisfazione nei confronti dei Bilaterali è un se­gnale chiaro che la politica non può ignorare ».

LORENZO QUADRI


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