Libera circolazione: insoddisfazione in tutta la Svizzera
Ma guarda un po’! Una maggioranza di Svizzeri è tutt’altro che soddisfatta della libera circolazione delle persone. Nei giorni scorsi la società Vimentis, che si occupa di indagini politiche, ha presentato a Berna i risultati del suo ultimo sondaggio. Dal quale emerge che gli Svizzeri bocciano alla grande la libera circolazione delle persone. Il 43% degli Svizzeri vorrebbe rinegoziare l’accordo, il 36% mantenerlo, il 16% disdirlo, mentre il 5% non esprime un’opinione.
Ovviamente, nelle regioni di confine il tasso di insoddisfazione aumenta, ma questo non è una sorpresa. Significativo del sondaggio Vimentis è che si tratta di un rilevamento su scala nazionale. Quindi la libera circolazione non piace a livello Svizzero. A lamentarsi non sono dunque le solite regioni di confine, ed in particolare il Ticino in cui si è venuta a creare una situazione a dir poco devastante.
Lo dimostra l’ultimo importante dato reso noto dall’Ufficio del lavoro del DFE, quello relativo alle giornate lavorative svolte dagli artigiani italiani su suolo ticinese, i quali, grazie ai Bilaterali, possono lavorare in Svizzera per un massimo di 90 giorni senza bisogno di alcun permesso, ma semplicemente notificandosi. Bene, nel 2011 le notifiche sono state 15’300, che equivalgono a 628mila giornate lavorative. Questo vuol dire – se si immagina che durante una giornata si svolgano lavori per un valore medio di 800 Fr – che all’economia ticinese è andato perso mezzo miliardo di cifra d’affari, con naturalmente i connessi oneri sociali e fiscali: e scusate se sono pochi.
Il dato significativo dell’inchiesta Vimentis, come detto, è che l’insoddisfazione nei confronti della libera circolazione delle persone è su scala nazionale. In Ticino la situazione è dunque molto più grave che altrove, ma non siamo la solita eccezione. Dimostrazione inoltre che, ancora una volta, la Lega e il Mattino, da sempre contrari alla libera circolazione delle persone, avevano ragione. Ed è quindi inutile che adesso le forze politiche che hanno sempre sostenuto ad oltranza Bilaterali e libera circolazione delle persone, tentino di saltare sul carro.
Come valutano il risultato dell’inchiesta Vimentis gli ambienti economici? « In realtà non sono sorpreso – dichiara Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi ticinese (CCIA-Ti) -. L’insoddisfazione nei confronti della libera circolazione delle persone ha raggiunto la Svizzera tedesca, ed in particolare Zurigo, e questi sono i primi riscontri. Sulla carta i Bilaterali sono utili, nella pratica ci sono, evidentemente, dei problemi di applicazione. Problemi causati anche da noi stessi. Ad esempio, trovo insensato continuare a mantenere, in Svizzera, il numero chiuso dei medici per poi andare ad importarli dall’Ue. L’insoddisfazione nei confronti dei Bilaterali è un segnale chiaro che la politica non può ignorare ».
LORENZO QUADRI
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