Contingenti urgenti
L’Ufficio del lavoro del Dipartimento Finanze ed Economia ha nei giorni scorsi reso pubblico un dato molto importante: quello relativo alle giornate di lavoro svolte nel 2011 dagli artigiani italiani attivi in Ticino nell’ambito delle notifiche di lavoro di breve durata (meno di 90 giorni). Come noto, nell’arco del 2011 queste notifiche – che possono essere presentate semplicemente via posta elettronica! - sono state oltre 15'300, ossia il 30% in più rispetto all’anno precedente.
Mancava però l’informazione sulle giornate di lavoro in cui si sono effettivamente tradotte dette notifiche. Adesso la cifra c’è. Ed è inquietante: 628mila giornate lavorative. 628mila giornate lavorative sono un numero enorme. A maggior ragione se si pensa che si tratta solo del “dichiarato”: non figura il lavoro nero, che pure esiste in misura importante sebbene – per sua natura – non quantificabile. Immaginare che il dato reale sia del 20% superiore a quello ufficiale non pare tuttavia fuori luogo.
Se si ipotizza che in una giornata vengano mediamente svolti lavori per un valore di 800 Fr, ne consegue che 628mila giornate lavorative equivalgono a mezzo miliardo di Fr. Mezzo miliardo che è dunque andato perso – con gli oneri fiscali e sociali ad esso connessi – all’economia ticinese, a vantaggio di quella d’Oltreconfine. Poiché l’evoluzione dell’economia del nostro Cantone non giustifica in nessun caso una tale crescita del lavoro svolto da artigiani e padroncini frontalieri in Ticino, e poiché la stragrande maggioranza delle prestazioni offerte non rientra affatto nella categoria dei lavori specialistici per i quali non si trovano addetti sul nostro territorio, è evidente che, anche in questo caso, ci si trova confrontati con un inquietante fenomeno di sostituzione.
Lo stesso che interessa una parte significativa dei frontalieri che lavorano in Ticino in quanto regolarmente assunti. Ovvero, la sostituzione di lavoratori residenti con forza lavoro estera. Questa sostituzione rappresenta un fenomeno preoccupante che non può essere ignorato oltre e le cui conseguenze minacciano di essere gravi. Le 628mila giornate lavorative di cui sopra ne sono l’ennesima, eclatante testimonianza. E’ dunque urgente che la politica svizzera abbia il coraggio di tematizzare concretamente l’ introduzione, o meglio la reintroduzione, di contingenti e di clausole preferenziali obbligatorie a tutela dei lavoratori residenti.
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi
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