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La ca$$a malati aumenta, la qualità crolla...

21/02/2012 (All day)
Consulenze telefoniche imposte, imposizioni alienanti la libertà e problemi relativi il mercato delle casse malati.

I problemi di budget da parte delle casse malati e delle compagnie assicurative in generale hanno portato all'alterazione sempre maggiore delle regole di mercato, oltre la prassi del servizio. Da mesi ormai, se non da anni, le compagnie assicurative cercano di contenere le spese anche con pratiche che sembrano in taluni casi disincentivare la salvaguardia salute, cosa che si oppone in modo crasso alla via adottata da diverse politiche federali volte alla prevenzione ed all'incremento della qualità della salute pubblica.

De facto alcune compagnie offrono oggi, come se fosse cosa usuale, servizi tramite i quali risulta necessario contattare un medico incardinato presso l'assicurazione per chiedere informazioni a fronte di problemi di salute, per poi, solo in seguito, recarsi dal medico. Esistono cioè servizi garanti di un minor costo per l'assicurato, la cui propensione all'accettazione risulta essere fortemente incrementata dal costante aumento dei premi di cassa malati, tramite i quali l'assicurato è tenuto a chiedere parere medico in forma telefonica al medico incardinato presso l'assicurazione.

Cosa che evidentemente disincentiva la propensione a far capo ad una visita medica reale, disincentivando di conseguenza la prevenzione e la cura della salute pubblica, determinando un rischio concreto di prassi sbrigative e noncuranza, elementi che – se protratti – potrebbero incrementare ulteriormente i generali problemi in ambito di budget assicurativi e premi di cassa malati. Per i suddetti motivi, si chiede al lod. CdS:

1. Quante assicurazioni offrono, incentivandone l'adozione con tariffe inferiori, servizi medici telefonici?

2. Quante assicurazioni che offrono detti servizi pongono un vincolo per il quale risulta necessario rivolgersi prima al medico assicurativo e solo in seguito al medico curante?

3. Come reputa questa prassi il CdS? Caratterizza essa un disincentivo alla salute pubblica reso accettabile dalle minori tariffe ad esso connesse?

4. Non reputa il CdS, la prassi di doversi rivolgere telefonicamente ad un medico, una modalità semplicistica di affrontare problemi relativi alla salute?

5. Da quanto risulta, talune assicurazioni, sono pure munite di un centro medico proprio, presso il quale si può essere visitati, il cui utilizzo è talvolta imposto dalle stesse assicurazioni. Non rappresenta ciò un vincolo alienante la libertà del paziente ed una pratica sbrigativa?

6. La propensione ad accettare queste offerte è dettata dagli attuali alti costi relativi la salute che rendono queste offerte quasi obbligate per alcune persone. Rappresenta ciò una forzatura ingiusta del mercato assicurativo?

Con stima
Michele Guerra


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