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L’UNIA costringe sempre più ticinesi a recarsi in Italia a fare la spesa!

22/02/2012 (All day)
Il "sindacato dei frontalieri" ce la sta mettendo tutta per mettere il bastone tra le ruote ai commercianti ticinesi

Con il passare dei giorni il commercio al dettaglio nel nostro Cantone fa sempre più fatica a “campare” e guarda caso, il sindacato UNIA, del compagno Enrico Borelli, non trova di meglio da fare che invitare l’ispettorato del lavoro a vigilare rigorosamente sull’applicazione della legge e di non rinnovare le deroghe per le aperture domenicali del Centro Polaris di Chiasso e del Foxtown a Mendrisio.

Mentre nella vicina Penisola vengono autorizzate le aperture dei negozi 24 su 24, i nostri illuminati sindacalisti difensori solo del personale di vendita frontaliero, esigono dall’ispettorato del lavoro il rispetto rigoroso della legge. Sicuramente al sig. Borelli Enrico il carnevale ha dato alla testa. Se da una parte il Parlamento ticinese tra qualche settimane dovrà decidere per una maggior flessibilità sugli orari d’apertura dei negozi, dall’altra, un sindacato che per quanto riguarda la vendita non capisce un accidenti, vuole ulteriormente irrigidire la legge.

Il Centro Polaris a Chiasso fa già parecchio fatica a raggiungere gli obiettivi prefissati e figuriamoci se dovesse chiudere pure alla domenica. Decisamente il sindacato UNIA con il suo modo d’agire, per difendere i propri affiliati frontalieri, costringe sempre più i cittadini ticinesi a recarsi in Italia a fare la spesa. Complimenti vivissimi!!

Massimiliano Robbiani


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